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	<title>Scuola Genitori Bolzano</title>
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		<title>GENITORI INSIEME</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 20:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[APPUNTAMENTI]]></category>

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		<description><![CDATA[GENITORI INSIEME Presentato in Comune dall&#8217;Assessore Randi un ciclco di incontri per un confronto aperto tra genitori impegnati nel difficile compito di educare &#160; GenitorInsieme&#8221; è un&#8217;esperienza innovativa di incontro e di confronto tra i genitori che si basa sul principio del Self‐Help, ovvero del mutuo aiuto derivante dall&#8217;esperienza di altri genitori che insieme e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table>
<tbody>
<tr>
<td width="100%">GENITORI INSIEME</td>
<td align="right" width="100%"></td>
<td align="right" width="100%"></td>
<td align="right" width="100%"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Presentato in Comune dall&#8217;Assessore Randi un ciclco di incontri per un confronto aperto tra genitori impegnati nel difficile compito di educare <a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2011/10/CONFSTAMPA.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-167" title="CONFSTAMPA" src="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2011/10/CONFSTAMPA.jpg" alt="" width="223" height="150" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GenitorInsieme&#8221; è un&#8217;esperienza innovativa di incontro e di confronto tra i genitori che si basa sul principio del Self‐Help, ovvero del mutuo aiuto derivante dall&#8217;esperienza di altri genitori che insieme e con la mediazione di un facilitatore (anch&#8217;esso genitore,) permette di affrontare in gruppo i temi dell&#8217;educazione e migliorare la relazione con i figli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La partecipazione è aperta a tutti i genitori e si svolgerà nel quartiere Don Bosco presso la Rotonda della Vispateresa a partirte da lunedì 31 ottobre 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Iscrizione gratuita presso:</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>La Vispateresa &#8211; tel. 0471 912511<br />
Centro Il Germoglio &#8211; tel. 0471 061400<br />
</strong><strong><a href="mailto:larotodnda@vispateresa.net">larotodnda@vispateresa.net</a> </strong><strong><br />
<a href="mailto:info@germogliobz.com">info@germogliobz.com</a></strong></p>
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		<title>Balordi? No, vuoti!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 23:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Balordi, è l prima parola che ti può venire in mente quando leggi l&#8217;ennesima impresa di un branco che dà fuoco a un uomo o stupra una ragazza. Balordo è una parola che può sembrare dura però ancora insufficiente per descrivere chi compie un gesto del genere. Il termine infatti significa tardo di intendimento, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="documentDescription">Balordi, è l prima parola che ti può venire in mente quando leggi l&#8217;ennesima impresa di un branco che dà fuoco a un uomo o stupra una ragazza. Balordo è una parola che può sembrare dura però ancora insufficiente per descrivere chi compie un gesto del genere. Il termine infatti significa tardo di intendimento, e questi giovani non sono tardi, né scarsi di intelletto. Sono normali, come sono normali le famiglie dalle quali provengono. Sono vuoti. Assolutamente vuoti dentro.</p>
<p class="newsImageContainer" align="right">             <a href="http://www.germogliobz.com/notizie/balordi/image/image_view_fullscreen">                <img src="http://www.germogliobz.com/notizie/balordi/image_mini" alt="Balordi? No, vuoti!" title="Balordi? No, vuoti!" class="newsImage" height="146" width="200" /></a><a href="http://www.germogliobz.com/notizie/balordi/image/image_view_fullscreen">             </a></p>
<p class="newsImageContainer">             <a href="http://www.germogliobz.com/notizie/balordi/image/image_view_fullscreen">                             </a></p>
<p><span id="more-158"></span>Mancano di motivazioni, di ragioni che possano spiegare il senso di quello che hanno fatto. Non hanno un progetto, anche malvagio, che possa stare alla base dei loro gesti. Inutile cercare il rapporto tra causa ed effetto, tra azione e pensiero. Scarsa è anche la consistenza dell&#8217;odio razzista. Se c&#8217;è, è dato da una sfasata lettura della realtà che affastella i modo confuso l&#8217;Io e il tu, l&#8217;universo personale e quello sociale.</p>
<p>In molti di questi casi la coscienza individuale è inesistente, assorbita dal delirio del branco, offuscata dall&#8217;alcol e da un mix micidiale di sostanze che fa perdere i confini del proprio agire e il senso del limite. Non c&#8217;è follia, né patologia. Inutile cercare quadri psichiatrici nella violenza insensata del branco. Viceversa c&#8217;è una totale e assurda chiusura nella propria soggettività che è un impasto  informe di passioni ed emozioni a cui i giovani di oggi faticano a dare un nome. Non è mancanza di valori, è mancanza di senso e di orientamento, un vuoto di strumenti di lettura, un vuoto di significati. Le azioni quindi non hanno un valore perché non sono inserite in un codice di comportamento. Sono spesso scollegate le une alle altre e caso mai assumono un valore solo se consentono un brivido di eccitazione nella piattezza della quotidianità e permettono di creare una pausa alla noia. I gesti hanno significato solo se dirompenti, eccessivi, fuori dal comune perché solo in questo modo  si può essere visibili, oggetto di attenzione e acquisire un ruolo e una dimensione.</p>
<p>Farsi vedere, a qualsiasi costo, avere consistenza, &#8220;bucare&#8221; lo spazio di una collettività sorda e distratta dal frastuono mediatico, dove esisti e conti solo se urli di più degli altri, se prevarichi, se sei provocatorio e colpisci. Questa molto spesso è l&#8217;unica motivazione che ci sta al di sotto della violenza, delle rapine, dello stupro e delle più aberranti aggressioni che il gruppo compie.</p>
<p>Così non può meravigliare, anche se angoscia, che gli autori, quando confessano le loro incredibili gesta, non sappiano dare una spiegazione di ciò che hanno fatto, tanto meno delle conseguenze che ne sono derivate. Inquieta di più l&#8217;assurdo compiacimento dei pari che sorridono alle gesta degli amici che hanno cosparso di benzina l&#8217;indiano per vedere &#8220;quanto riusciva  a durare&#8221;!</p>
<p>Però è ancora di più inaccettabile la complicità della comunità che sta attorno agli adolescenti la quale avvalla con la sua indifferenza il vuoto dilagante dei giovani e si sveglia solo per un istante quando, a grandi titoli, irrompe il nichilismo dei giovani.</p>
<p align="right">                                    Giuseppe Maiolo</p>
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		<title>Educare è un&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 19:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Genitori non si nasce ma si diventa anche se, come dice Freud, è uno dei mestieri impossibili. Impossibile perchè nessuno può insegnarci ad esserlo e non ci sono manuali. Di certo ci sono i dubbi sul come fare, sugli atteggiamenti da tenere, sulle cose da dire. Ci sono le paure di sbagliare o di combinare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><em>Genitori non si nasce ma si diventa anche se, come dice Freud, è uno dei mestieri impossibili. Impossibile perchè</em><a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2009/02/foto-36.jpg" title="pino2"><img src="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2009/02/foto-36.thumbnail.jpg" alt="pino2" align="right" /></a><em> nessuno può insegnarci ad esserlo e non ci sono manuali.</em></p>
<p><em> Di certo ci sono i dubbi sul come fare, sugli atteggiamenti da tenere, sulle cose da dire. Ci sono le paure di sbagliare o di combinare guai. Per prima cosa dovremmo accettare di non essere perfetti e accontentarci di essere genitori sufficientemente buoni, cioè come dice lo psicoanalista Donald Winnicott, capaci di accettarsi con i propri limiti ma nello stesso tempo autenticamente disponibli a fare delproprio meglio ed essere realmente sintonizzati sui bisogni dei propri figli.<br />
Educare è un’arte. Vale a dire un intervento delicato e complesso che richiede non solo conoscenze tecniche ma soprattutto attenzione, sensibilità, capacità creativa. Significa aiutare un individuo a crescere e a sviluppare le sue potenzialità che gli permetteranno di diventare autonomo e indipendente. Vuol dire adoperarsi per far emergere la personalità del bambino rispettando le sue caratteristiche e permettergli di attraversare le esperienze positve e negative della vita con fiducia.</em></p>
<p align="right"><em>Giuseppe Maiolo</em></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left"><strong>ISCRIZIONI APERTE ALLA SCUOLA GENITORI 2008/09</strong></p>
<p align="left">Visto il grande interesse per l&#8217;iniziativa e le numerose domande che stanno già affluendo alla Segreteria, invitiamo tutti gli interessati a iscriversi con celerità perché le iscrizioni saranno chiuse non appena sarà raggiunto il numero massimo di posti disponibili presso <strong><font color="#000000">ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE </font>&#8220;HEINRICH KUNTER&#8221;</strong> <font color="#000000">via Guncina 1 &#8211; Bolzano</font></p>
<p align="left"><strong>Questo il calendario delle lezioni dei temi e dei docenti. E&#8217; possibile iscriversi solo all&#8217;intero ciclo delle serate e non saranno accolte richieste per la partecipazione a singoli eventi.<em><br />
</em></strong></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="right">&nbsp;</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SCUOLA GENITORI: serata conclusiva con Giuseppe Maiolo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 19:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[APPUNTAMENTI]]></category>

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		<description><![CDATA[5 giugno 2008 ore 20,30 GIUSEPPE MAIOLO, GIULIANA FRANCHINI e e lo Staff della Scuola Genitori si diventa e&#8230;bambini si nasce Sintesi delle serate Presentazione della ricerca &#8220;La percezione del rischio in Internet&#8221; Navigare sicuri in rete Consegna del Brevetto del Genitore (quasi) perfetto &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><font color="#800000">5 giugno 2008 ore 20,30</font></h3>
<p align="center"><a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/01/maiolo.jpeg" title="maiolo"><img width="126" src="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/01/maiolo.thumbnail.jpeg" alt="maiolo" height="107" /></a> <a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/05/franchin.jpg" title="giuliana"><img width="114" src="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/05/franchin.thumbnail.jpg" alt="giuliana" height="106" /></a></p>
<p align="center"><strong><font color="#800000"><strong>GIUSEPPE MAIOLO, GIULIANA FRANCHINI</strong></font></strong></p>
<p align="center"><strong><font color="#800000"><strong>e</strong></font></strong></p>
<p align="center">e lo Staff della Scuola</p>
<p align="center"><strong><strong><font color="#800000">Genitori si diventa e&#8230;bambini si nasce</font></strong></strong></p>
<ul>
<li>Sintesi delle serate</li>
<li>Presentazione della ricerca &#8220;La percezione del rischio in Internet&#8221;</li>
<li>Navigare sicuri in rete</li>
<li>Consegna del Brevetto del Genitore (quasi) perfetto</li>
</ul>
<p align="center">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Lezione di Daniele Novara</title>
		<link>http://www.scuolagenitori.bz.it/2008/04/30/la-lezione-di-daniele-novara/%</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 19:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Lezioni  2007/2008]]></category>

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		<description><![CDATA[24 aprile 2008 &#160; Il conflitto come risorsa nell’educazione dei figli http://www.scuolagenitori.bz.it/mp3/Lezione Novara.mp3 &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>24 aprile 2008 </strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><font color="#800000"><strong> Il conflitto come risorsa nell’educazione dei figli</strong></font></p>
<p align="center"><img src="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/03/cuffie.thumbnail.jpg" alt="cuffie.jpg" height="96" width="92" /> <a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/mp3/Lezione%20Novara.mp3">http://www.scuolagenitori.bz.it/mp3/Lezione Novara.mp3</a></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I nuovi padri</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 21:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEMI]]></category>

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		<description><![CDATA[I padri oggi sono diversi. Negli ultimi anni il modo con cui un padre vive il rapporto con i propri figli ed esercita la paternità è cambiato e sta ancora mutando. Se il ruolo paterno ha subito delle trasformazioni consistenti a partire dalla bufera culturale del ’68, quando è stata “giustiziata“ l’immagine arcaica e autoritaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I padri oggi sono diversi. Negli ultimi anni il modo con cui un padre vive il rapporto con i propri figli ed esercita la paternità è cambiato e sta ancora mutando.  Se il ruolo paterno ha subito delle trasformazioni consistenti a partire dalla bufera culturale del ’68,  quando è stata “giustiziata“ l’immagine arcaica e autoritaria del padre-padrone, le funzioni paterne sono rimaste le stesse. E oggi al padre “patriarca” dotato di potere assoluto sulla famiglia, si è sostituito un nuovo padre, democratico, meno corazzato e più conciliante, morbido e dolce, capace di tenerezze e affettività che prima appartenevano solo alla figura materna.  Del rapporto padre-figli, per nulla secondario al rapporto madre-figli, se ne parlerà con Gianna Schelotto.<span id="more-123"></span><br />
Quello che colpisce però oggi, è che i nuovi padri, non avendo un modello di figura paterna a cui rifarsi, sono andati utilizzando il codice affettivo materno. Da questo è nato l’appellativo del “mammo”, cioè di un papà tenero e dolce, protettivo e rassicurante, ma che allo stesso tempo può apparire incerto e timoroso, preoccupato di sbagliare e alle volte incoerente.<br />
Nei casi estremi i cosiddetti “mammi” hanno abdicato al loro ruolo di padre, il che ha fatto dire a molti che oggi siamo una “società senza padri”,<br />
Forse è vero, ma solo in parte. Di certo è che i nuovi padri, artefici di una conquista importante quale è quella della dimensione affettiva nella relazi0one con i figli, sembrano però più impauriti e cedevoli, più compagni dei loro figli che genitori. Hanno paura di far loro del male ponendo loro dei limiti e dei divieti.  Preferiscono accontentarli che essere per loro frustranti. Alle volte dietro questi timori vi sono profondi sensi di colpa che non riescono a superare. Con l’intento di riparare le loro mancanze concedono tutto e sono arrendevoli.  Non sanno dire “no” e dare un contenimento  e spesso  non offrono un punto di riferimento stabile e sicuro al proprio figlio. C’è allora il padre-amico che non offre un punto di vista adulto e il padre-psicologo che, spinto dalla necessità di conoscere la psiche del bambino,  interpreta e giustifica ogni suo comportamento e ogni azione. C’è anche il padre-vittima che vive il contrasto con i figli come un continuo attacco e una sorta di persecuzione.  Il che lo fa  essere debole e perdente, sbiadito e incapace di dare una direzione. Oppure c’è il padre di vetro, ovvero trasparente, che c’è ma è come se non ci fosse. Questo per i figli di solito è un bel guaio, perché non c’è nulla di peggio che avere qualcosa  e non poterla godere.<br />
Insomma tanti nuovi padri che da un lato sono portatori di un nuovo e più positivo ruolo da interpretare, cioè quello che attiene l’affettività e l’accoglienza, ma che hanno via via trascurato è dimenticato la funzione simbolica dell’autorità capace di trasmettere regole e limiti, coraggio e fiducia, sicurezza in sé e capacità progettuale. A ben guardare sembrano un po’ le cose mancano oggi ai giovani.</p>
<p align="right">Giuseppe Maiolo</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Adolescenti che bevono</title>
		<link>http://www.scuolagenitori.bz.it/2008/03/26/ado-le-scen-ti/%</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 07:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alcol]]></category>
		<category><![CDATA[TEMI]]></category>

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		<description><![CDATA[Le cosiddette “bravate” degli adolescenti, un tempo innocenti, si collocano sempre di più all’interno di quel fenomeno chiamato “cultura del rischio”. Riguardano la guida spericolata col motorino o con l’auto, l’uso di sostanze stupefacenti, l’abuso di tabacco e di alcool. Tra i comportamenti più allarmanti vi è l’uso che i ragazzi, anche giovanissimi, fanno dell’alcol. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="newsImageContainer">             <a href="http://www.germogliobz.com/notizie/lalcol-e-i-giovani/image/image_view_fullscreen">                <img src="http://www.germogliobz.com/notizie/lalcol-e-i-giovani/image_mini" alt="L'alcol e i giovani" align="left" border="2" height="117" hspace="6" vspace="6" width="200" /></a><a href="http://www.germogliobz.com/notizie/lalcol-e-i-giovani/image/image_view_fullscreen">             </a></p>
<p class="documentDescription">Le cosiddette “bravate” degli adolescenti, un tempo innocenti, si collocano sempre di più all’interno di quel fenomeno chiamato “cultura del rischio”. Riguardano la guida spericolata col motorino o con l’auto, l’uso di sostanze stupefacenti, l’abuso di tabacco e di alcool. Tra i comportamenti più allarmanti vi è l’uso che i ragazzi, anche giovanissimi, fanno dell’alcol.</p>
<p class="documentDescription">&nbsp;</p>
<p class="newsImageContainer">             <a href="http://www.germogliobz.com/notizie/lalcol-e-i-giovani/image/image_view_fullscreen">                             </a></p>
<p><span id="more-112"></span>Segno dei tempi e di una società che tende ad omologare i valori e ad abbassare sempre di più la percezione del pericolo. Così capita che dei ragazzini alla ricerca disperata di un’identità, trovino come soluzione la tentazione dell’eccesso e il piacere di provare forti emozioni. Scolarsi una bottiglia di wodka o di grappa,può essere un modo per sconfiggere la noia facendo qualcosa di diverso ma è anche una sfida, una sorta di provocazione al mondo degli adulti e alla società, collegate al bisogno di avventura e di imprevisto. Alla base c’è il desiderio del brivido o di qualcosa che dia una scossa adrenalinica, faccia sentire vivi, eroi per un momento o una sera. Le ricerche svolte tra la popolazione giovanile mostrano che la gran parte degli adolescenti vive il rischio in termini positivi, lo insegue sull’onda di un pensiero onnipotente che minimizza o annulla l’idea del pericolo, lo ricerca per il bisogno di piacere agli altri o emergere dall’anonimato.  La sbronza così, è un modo per sentirsi più forti e coraggiosi, per avere una marcia in più ma al contempo farsi notare e carpire l’attenzione degli altri.</p>
<p>L’alcol dà ebbrezza, porta “fuori” dal consueto della routine quotidiana e fa sentire “dentro”, nel gruppo, parte di esso. In effetti molti ragazzi si ubriacano in compagnia, durante le feste o in discoteca e spesso si tratta di un rito collettivo. La “balla” rappresenta il modo per essere accettati e non sentirsi diversi, per avere riconoscimento e conferma, per socializzare ed evadere. Ma non sono estranei a questo fenomeno nemmeno il desiderio di rivalsa nei confronti di una famiglia iperprottettiva e che azzera il conflitto, ansiosa e contraddittoria nelle sue proposte. Nelle famiglie di oggi genitori e figli si scontrano poco o per nulla, prevale un brontolio continuo e incessante sulle piccole cose ma davanti a problemi consistenti si preferisce la strada più morbida e indolore per venirne fuori. Per il quieto vivere si soprassiede o si fa finta di non vedere. La provocazione dell’adolescente trasgressivo spesso serve a richiamare in scena quel genitore distratto o assente e costringerlo a vedere ciò che sta accadendo nelle stanze della sua crescita. Se poi in casa nei confronti dell’alcol si mantengono atteggiamenti ambivalenti di condanna dell’abuso ma anche di ampia tolleranza in quanto accettato come modo utile per socializzare e per sollevare il morale, il rischio è che l’adolescente faccia prevalere gli aspetti magici e salvifici. Tollerato il buon bicchiere di vino che euforizza e “fa buon sangue”, consentita la birra associata all’allegria e alla socialità, non è raro che la famiglia finisca per abbassare la guardia anche sui superalcolici e sottovalutare gli aspetti pericolosi e il rischio che corrono i giovani quando illusoriamente  tentano di risolvere difficoltà di relazione, problemi emotivi e disadattamento sociale attraverso la bottiglia.</p>
<p align="right">                                                                                                                                                                                                                          Giuseppe Maiolo</p>
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		<title>Intervista a Fulvio Scaparro</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 16:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[INTERVISTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Prof. Scaparro, Lei sulle pagine del Corriere della Sera, lei è il moderatore di un forum una sorta come lo ha definita lei di auto mutuo aiuto. Un gruppo virtuale di genitori, figli e educatori, che si ritrovano per scambiarsi esperienze di vita, dubbi, riflessioni e soprattutto proposte, per costruire un patrimonio comune di risorse. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Prof. Scaparro, Lei sulle pagine del Corriere della Sera, lei è il moderatore</em></strong><strong><em> di un forum una sorta come lo ha</em></strong><strong><em> definita</em></strong><strong><em> lei di auto mutuo aiuto. Un gruppo virtuale di genitori, figli e educatori, che si</em></strong><strong><em> ritrovano per scambiarsi esperienze di vita, dubbi, riflessioni e soprattutto proposte, per costruire un patrimonio comune di risorse. Se dovesse fare un bilancio di questa</em></strong><strong><em> iniziativa? </em></strong><br />
Sicuramente è andata meglio di quanto mi potevo aspettare.</p>
<p><span id="more-98"></span>È andata al di là delle mie aspettative, perché quattro anni fa, quando abbiamo iniziato, la situazione era al quanto caotica, avevamo bisogno di prendere le misure, in quanto la tribuna stava prendendo una linea troppo litigiosa. Le persone si sfogavano, utilizzavano questo mezzo per dire tutto quello che volevano, in forma molto spesso troppo personalizzata, dando spazio a battibecchi inutili. Abbiamo faticato molto per poter imporre un ordine e fare in modo che le persone dialogassero informa pacata. Grazie alla collaborazione di migliaia di lettori ci siamo riusciti e abbiamo creato uno spazio dove ci si può aiutare reciprocamente, dove si parla di problemi concreti, si fanno domande chiare e risposte amichevoli, un forum con atmosfera pacifica, una comunità che nasce non per esibirsi ma per trovare soluzioni ai problemi. Partendo dai fatti del giorno, si parla di aborto, di pedofilia e di fatti personali, non si cerca di dare soluzioni, perché nessuno le ha, ma ci si confronta attraverso le proprie esperienze. La fortuna di questo forum è che vi partecipano famiglie di tutto il mondo, in questo modo riusciamo ad avere un quadro della situazione, aggiornato per analizzare davvero la società non solo italiana.</p>
<p class="newsImageContainer">             <a href="http://www.germogliobz.com/notizie/intervista-a-fulvio-scaparro/image/image_view_fullscreen">                </a></p>
<p class="plain"><em><strong>A Bolzano parlerà di come i figli reagiscono o come dovrebbero reagire quando, i loro genitori litigano.</strong></em><br />
Tutti noi abbiamo memoria della nostra infanzia, anche se serena, sicuramente non sono mancati dei conflitti all’interno della nostra famiglia, perché sarebbe impossibile non averli. I conflitti li abbiamo temuti, è normale che un bambino tema i conflitti perché non li capisce, perché non ha ancora la chiave di lettura per capire il litigio. L’animale uomo può leggere il litigio come un allarme, una minaccia alla sua sopravivenza, non fisica ma mentale. Non si può fingere che non ci siano conflitti, ma bisogna fare in modo che i conflitti servano come insegnamento, bisogna insegnare ai figli come confrontarsi e come gestire il conflitto. La famiglia è una palestra di vita, dove osserviamo per poi riuscire a vivere nel mondo. Bisogna spiegare ai propri figli come si gestiscono le diversità di pensiero, e i conflitti possono essere occasioni d’oro, un insegnamento per la vita. Ogni essere umano non nasce con l’idea di famiglia, perché la famiglia è un prodotto culturale. Noi umani abbiamo bisogno che gli adulti si occupano di noi, soprattutto nei primi anni di vita, perché senza di loro non potremmo vivere.</p>
<p class="plain"><em><strong>Parliamo ora della problematica età adolescenziale, i genitori sono in cerca di risposte ai loro dubbi, come si possono aiutare? Quali sono i consigli? Gli adolescenti sono cambiati?</strong></em><br />
No, gli adolescenti non sono cambiati, certamente esteriormente si, anche nei modi di parlare e trattare con i genitori e gli insegnati, ma i bisogni di base sono gli stessi. Gli adolescenti cercano sicurezza, certezza, identità. Forse sono cambiati solo nell’apparenza, ma nella sostanza no! L’adolescente finge di essere adulto, ma non lo è ancora, cerca il confronto con l’adulto reale, che, intimorito dal suo comportamento poco malleabile, non sa bene come comportarsi. Ma se ci limitiamo come dicevamo prima ad avere un incontro tra maschere ( solo esteriorità) non costruiamo nulla. Dobbiamo ricordarci che l’adolescente ha dei precedenti di vita, non scoppia all’improvviso in mano ai genitori, ha un passato, ha incamerato dei valori, che i genitori gli hanno dato fin dalla nascita. Nella nostra vita superiamo diverse tappe, subiamo delle trasformazioni, ma se riusciamo ad assimilare dei valori di fondo, quelli non scompaiono. L’adolescenza si prepara, così come la vecchiaia, non ci si arriva all’improvviso! Noi cerchiamo di esorcizzare la vecchiaia perché la viviamo come l’anticamera della morte e non la viviamo come dovremmo, come una trasformazione. Come adulti- genitori, non dobbiamo fare finta di essere giovani, dobbiamo essere affettuosi, ma dobbiamo anche dare dei limiti al bambino, sapere dire dei no e soprattutto dobbiamo cercare di ricordare la nostra adolescenza e i nostri stati d’animo.</p>
<p class="plain"><em><strong>Parliamo di compromesso, di “felice compromesso”: si deve fare all’interno della coppia e molto spesso anche con i figli.</strong></em><br />
Parlando di comunità genitoriale, di genitori separati o no, dobbiamo capire che è importante che il bambino cresca in un ambiente non bellicoso. I rapporti di coppia vanno vissuti cercando di trovare dei motivi per stare insieme, trovare nuove ragioni che alimentino la trasformazione, non dobbiamo vivere di rimpianti, soprattutto dal punto di vista fisico, dobbiamo accettare e aggiornarci. Per quanto riguarda ad esempio la separazione, se è necessaria, dobbiamo fare in modo che non mieta vittime.</p>
<p class="plain"><em><strong>Ultimamente si è dedicato al mondo degli anziani, che ruolo anno nella nostra società e soprattutto per i giovani?</strong></em><br />
Per i giovani a mio parere è più difficile andare d’accordo con l’età di mezzo, con i genitori ed insegnati. Secondo me i ragazzi possono, anzi dovrebbero entrare in relazione con gli anziani.  Bisogna capire che il mondo non cambia, ma si trasforma e, una figura come quella del nonno potrebbe aiutare a capire questa trasformazione, perché è stato più a lungo su questa terra. Potrebbe raccontare il passato, collocare i giovani in una storia, non deve diventare un bancomat della memoria, ma deve dare identità. Gli anziani possono essere davvero un esempio per le nuove generazioni.</p>
<p class="discreet" align="right"><em>Sara Sciortino</em></p>
<p class="plain" align="right">&nbsp;</p>
<p class="discreet"><em>Addetto Stampa Il germoglio</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I bulli non sanno litigare</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 00:38:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIBLIOTECA]]></category>

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		<description><![CDATA[Libro , Pagg. 175 Formato: 15&#215;22 Prezzo € 16,00 &#160; &#160; &#160; &#160; Daniele Novara, Luigi Regoliosi I Bulli non Sanno Litigare! L&#8217;intervento sui conflitti e lo sviluppo di comunità Carocci Editore &#8211; marzo 2007 &#160; &#160; &#160; &#160; Che fare del bullismo? Atti di violenza e bullismo trovano vasta eco nei media ma insegnanti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%">
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<tr>
<td>
<table height="369" width="702">
<tr>
<td valign="top">
<table style="margin-right: 5px; float: left" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="145">
<tr>
<td align="center"><img src="http://www.macrolibrarsi.it/cop/bulli-non-sanno.gif" alt="I Bulli non Sanno Litigare!" height="160" hspace="3" width="108" /></td>
</tr>
<tr>
<td height="7"><!--spacer--></td>
</tr>
<tr>
<td class="Dettagli">Libro , Pagg. 175<br />
Formato: 15&#215;22<br />
Prezzo € 16,00</td>
</tr>
<tr>
<td class="Dettagli" align="right">
<table height="18" width="54">
<tr>
<td class="Dettagli" valign="middle"><a href="http://www.macrolibrarsi.it/update.php?add=13024&amp;cid=4&amp;sid=56" style="color: #cc0000"><br />
</a></td>
<td><a href="http://www.macrolibrarsi.it/update.php?add=13024&amp;cid=4&amp;sid=56" alt="acquista I Bulli non Sanno Litigare!" style="color: #cc0000"><br />
</a></td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="Dettagli" align="left">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td class="Dettagli" colspan="2" align="center">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td id="iid_content_menu" class="Dettagli">&nbsp;</td>
</tr>
</table>
<table style="margin: 5px; float: right" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="95">
<tr>
<td align="right" valign="top" width="95">&nbsp;</td>
</tr>
</table>
<p><span class="Autore"></span>                   <span class="Autore">                     <a href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_daniele_novara.php?cid=4&amp;sid=56" class="Autore">Daniele Novara</a>, <a href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_luigi_regoliosi.php?cid=4&amp;sid=56" class="Autore">Luigi Regoliosi</a>                  </span></p>
<h1 class="Titolo">I Bulli non Sanno Litigare!</h1>
<p><span class="Sottotitolo">L&#8217;intervento sui conflitti e lo sviluppo di comunità</span><br />
<span class="Editore">                   <!--    Casa Editrice - Data pubblicazione --><br />
<a href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_carocci_editore.php?cid=4&amp;sid=56" class="Editore"><u>Carocci Editore</u></a>                     &#8211; marzo 2007<br />
</span></p>
<table style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" height="33" width="320">
<tr>
<td width="2%">&nbsp;</td>
<td class="norm" width="18%">&nbsp;</td>
<td class="norm" width="80%">&nbsp;</td>
</tr>
</table>
<p><!-- Segnala questa pagina ... --></p>
<p class="Txt" style="margin: 0pt 0pt 10px 200px">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px"><a href="http://www.macrolibrarsi.it/send_to.php?url=%2Flibri%2F__bulli_non_sanno_litigare.php&amp;title=I%20Bulli%20non%20Sanno%20Litigare%21"><br />
</a></p>
<p id="iid_book_space" class="Commento" align="justify"> Che fare del bullismo? Atti di violenza e bullismo trovano vasta eco nei media ma insegnanti, educatori e genitori non sanno come affrontarlo. I bulli non sono dei gradassi né semplici prepotenti. Il bullismo fa gravi danni e va contrastato. Ma come?</p>
<p>Dopo anni di ricerche e interventi centrati sugli individui, nell’improbabile missione di rendere i bulli più “buoni” e le vittime meno indifese, questo libro propone una svolta nella direzione di una maggiore efficacia degli interventi pedagogici.</p>
<p>Il gruppo e il potere del gruppo di trasformare i comportamenti individuali vengono messi al centro dell’attenzione e dell’operatività degli insegnanti. Vengono proposti due modelli operativi, corredati da precisi e sperimentati strumenti.</p>
<p>L’ipotesi di partenza è che il bullismo non è solo un’ingiustizia, quanto una incompetenza conflittuale e socio-relazionale. Quando viene potenziata la capacità dei gruppi di essere comunità e di sapere come gestire i conflitti, il fenomeno si ridimensiona perché non trova più un terreno fertile per svilupparsi.</p>
<p>È una svolta impegnativa che richiede la coesione educativa e l’impegno degli adulti, ma dove ci sono le condizioni per poterla attuare, funziona efficacemente.</td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Abbracci e litigi</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 00:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIBLIOTECA]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Prezzo € 12,00 Ega &#8211; Edizioni Gruppo Abele Libro &#8211; Pagg. 207 Formato: 19,5&#215;27.5 Anno: 2004 &#160; &#160; Abbracci e litigi è un ricco repertorio di suggerimenti, proposte e attività formative per bambine e bambini dai 2 ai 6 anni con l&#8217;obiettivo di sviluppare nuove capacità di stare assieme, affrontare i conflitti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellpadding="1" cellspacing="1">
<tr>
<td valign="top"><!--libro: copertina-formato-pagine-prezzo--></p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%">
<tr>
<td align="left" valign="top" width="90">
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tr>
<td align="right" valign="bottom"><img src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/img/cop_grigio.gif" height="2" width="3" /></td>
<td align="left" valign="bottom"><img src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/img/cop_pag.jpg" height="7" width="74" /></td>
<td><img src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/img/trasp.gif" border="0" height="7" width="5" /></td>
</tr>
<tr>
<td align="right" valign="bottom"><img src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/img/cop_ombra_dorso.jpg" height="110" width="29" /></td>
<td align="left" valign="bottom"><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__abbracci-litigi.php"><img src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/cop/a/abbracci-e-litigi.jpg" alt="Abbracci e litigi" height="110" width="78" /></a></td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</table>
</td>
<td>&nbsp;</td>
<td class="Dettagli" valign="top">Prezzo  <span class="libroPrezzo">€ 12,00</span><span class="libroEditore">                          <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/editori/_edizioni_gruppo_abele.php" class="libroEditore">Ega &#8211; Edizioni Gruppo Abele</a><br />
</span><br />
Libro &#8211; Pagg. 207<br />
Formato: 19,5&#215;27.5<br />
Anno: 2004<br />
<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/update_preferiti.php?id_libro=4641" class="txt_blu" title="aggiungi questo prodotto all'elenco dei preferiti"></a></td>
<td>&nbsp;</td>
<td align="center" valign="top">&nbsp;</td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="libroCommento"><!-- commento libro --></p>
<h4 class="libroCommento">Abbracci e litigi è un ricco repertorio di suggerimenti, proposte e attività formative per bambine e bambini dai 2 ai 6 anni con l&#8217;obiettivo di sviluppare nuove capacità di stare assieme, affrontare i conflitti e vivere creativamente le proprie risorse personali. Un progetto educativo per la scuola d&#8217;infanzia, un efficace strumento da utilizzarsi come approfondimento e supporto al quotidiano lavoro dell&#8217;educatore con i bambini.<span class="tcorpotesto">&#8220;La scelta pedagogica che fa da linea conduttrice al volume è quella esperienziale. I bambini e le bambine vivono le loro esperienze come una continua occasione di apprendimento. Si tratta quindi di offrire loro occasioni significative per sperimentarsi, evitando restrizioni e prescrizioni che inibiscano la loro spontanea modalità di imparare. Gran parte della vita infantile si svolge in un contesto di relazione e di gruppo. I coetanei sono una risorsa preziosissima per acquisire nuove capacità di conoscenza interpersonale. Da questo punto di vista sia i momenti di cooperazione sia quelli di litigiosità diventano delle modalità imprescindibili per costruire nuove conoscenze.&#8221; (dalla presentazione di Daniele Novara)</span></h4>
</td>
</tr>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Ti ricordi papà?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 22:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIBLIOTECA]]></category>

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		<description><![CDATA[Una lunga esperienza di psicoterapeuta ha messo l&#8217;autrice di questo libro a contatto con decine e decine di storie che si erano sviluppate a partire dai rapporti tra un padre e una figlia, storie diverse con esiti simili o simili con esiti diversi, rievocate ora in poche righe, ora in qualche pagina. Ma Gianna Schelotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/04/9788804536246g.jpg" title="ti ricordi"><img src="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/04/9788804536246g.thumbnail.jpg" alt="ti ricordi" align="left" border="2" hspace="6" vspace="6" /></a>Una lunga esperienza di psicoterapeuta ha messo l&#8217;autrice di questo libro a contatto con decine e decine di storie che si erano sviluppate a partire dai rapporti tra un padre e una figlia, storie diverse con esiti simili o simili con esiti diversi, rievocate ora in poche righe, ora in qualche pagina. Ma Gianna Schelotto non si limita a utilizzare i materiali resi disponibili dalla sua professione: segue anche, dall&#8217;infanzia all&#8217;età adulta, l&#8217;onda delle proprie emozioni intime, il filo commosso dei propri ricordi di figlia. Questa ispirazione personale le permette di muoversi con grande e insolita delicatezza su quel terreno minato che è il triangolo edipico.</p>
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		<title>Che fare con i conflitti?</title>
		<link>http://www.scuolagenitori.bz.it/2008/02/05/che-fare-con-i-conflitti/%</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 21:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitti?]]></category>
		<category><![CDATA[TEMI]]></category>

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		<description><![CDATA[La crescita è una questione complessa. Non c’è dubbio. Ogni percorso evolutivo è caratterizzato da esperienze che possono essere positive e negative. Tra le esperienze difficili da metabolizzare ci sono gli scontri , le liti, i conflitti che si realizzano in famiglia. Ma non tanto per il fatto che la conflittualità di per sé sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="documentDescription">La crescita è una questione complessa. Non c’è dubbio. Ogni percorso evolutivo è caratterizzato da esperienze che possono essere positive e negative. Tra le esperienze difficili da metabolizzare ci sono gli scontri , le liti, i conflitti che si realizzano in famiglia.</p>
<p class="documentDescription" align="left"><span id="more-107"></span>Ma non tanto per il fatto che la conflittualità di per sé sia una negatività assoluta quanto perché un ambiente saturo di tensione, in cui non trovano spazio i processi di mediazione e di riconciliazione, non consente uno sviluppo adeguato. Viceversa trasmette ansia, paura, insicurezza.</p>
<p>Soprattutto i più piccoli, non sapendo come può essere gestita l’aggressività, rimangono impigliati nella rete della tensione e finiscono per temere che gli scontri tra i genitori siano definitivi e devastanti. Ogni bambino, quanto più è piccolo e senza strumenti di lettura, teme che le liti in famiglia siano un pericolo reale per la sua stessa sopravvivenza. I conflitti e gli scontri accesi  sono per lui fonte di allarme e di preoccupazione. Teme queste situazioni perché ha la chiara sensazione che da solo non ce la potrà fare. E questo corrisponde al vero.<br />
Il piccolo dell’uomo per crescere, infatti, ha bisogno di adulti capaci di accudirlo e proteggerlo, di genitori che sappiano fare per lui ciò che egli non è ancora capace, ma ha soprattutto la necessità di sapere che e gli adulti da cui dipende siano in grado di garantirgli  la giusta difesa dai pericoli sappiano restituirgli fiducia in sé e negli altri. La pre-occupazione dei grandi, quando non è eccessiva e soffocante, contiene infatti l’idea che il bambino è un soggetto debole da accudire e proteggere.<br />
Viceversa i litigi dei genitori se non sono accompagnati da comunicazioni rassicuranti, e non solo di tipo verbale, sono una fonte di angoscia e una reale minaccia alla sua integrità che mette a dura prova la sua fiducia nel mondo e nella vita.<br />
Per questo è davvero necessario sapere cosa può percepire e provare un bambino quando è esposto al vento travolgente della conflittualità familiare e cercare di porre sempre più attenzione al nostro modo di agire in quanto adulti di riferimento. Per  abbiamo invitato a parlarne Fulvio Scaparro, grande esperto di conflitti familiari, nel corso del suo intervento alla Scuola Genitori.<br />
Perché si tratta di cominciare a riflettere a fondo su questo argomento e attrezzarsi per aiutare davvero i propri figli a diventare grandi e autonomi. Non vuol dire evitare gli scontri e i litigi, né travestirsi da buoni per il quieto vivere mentre si covano di nascosto arsenali stracolmi di aggressività e rabbia, quanto piuttosto fare in modo che  i figli riescano a capire che una certa dose di conflitto appartiene alla vita stessa.<br />
Educare vuol dire far conoscere ai bambini e ai giovani che è necessario accettare lo scontro, ma allo stesso tempo saperlo gestire. Vuol dire insegnare a so-stare nel conflitto, ma anche a trovare forme di mediazione e di riconciliazione. Significa ammettere che anche in famiglia ci possono essere divisioni e divergenze, tensioni e litigi ma che siamo in grado  di superare la conflittualità  e fare in modo che essa non sia distruttiva, ma un’occasione preziosa per confrontarsi e incontrarsi con modalità differenti e rinnovate.</p>
<p align="right"><em>Giuseppe Maiolo</em></p>
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		<title>Tre cose contro la pedofilia</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 08:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo sforzo da fare, è capire come agire, come intervenire prima che succedano altri fatti e non permettere che, spenti i riflettori della cronaca e delle indagini, si ritorni a trascurare la protezione necessaria dei bambini e degli adolescenti, la loro tutela e l’attenzione costante alla loro crescita. A mio avviso ci vogliono veri e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Lo sforzo da fare, è capire come agire, come intervenire prima che succedano altri fatti e non permettere che, spenti i riflettori della cronaca e delle indagini, si ritorni a trascurare la protezione necessaria dei bambini e degli adolescenti, la loro tutela e l’attenzione costante alla loro crescita. A mio avviso ci vogliono veri e propri programmi di formazione sul fenomeno pedofilia e sulle azioni efficaci e in grado di prevenirlo.<span id="more-79"></span></p>
<p>1)Gli operatori della scuola in particolare, ma anche tutti coloro che studiano per diventare insegnanti, educatori, addetti alla formazione dei bambini nella scuola primaria o nella materna, devono essere in grado di riconoscere le situazioni a rischio, saper intervenire con cognizione di causa, e quando è necessario, per proteggere i minori. Non è più tollerabile che ancora in molte facoltà universitarie italiane, soprattutto di psicologia, scienze dell’educazione e della formazione, scienze sociali, non vi siano insegnamenti che permettano di conoscere a fondo il fenomeno pedofilia.2) Ora più che mai ci serve attivare la coscienza, decisamente affievolita, della comunità educante. Cioè la funzione degli adulti responsabili che, a prescindere da loro ruolo di appartenenza in quanto genitori o insegnanti, siano in grado di osservare e proteggere, pre-occuparsi e salvaguardare non solo i loro figli e i loro allievi, ma tutti i bambini. Anche a questi adulti servono spazi di preparazione e di conoscenza, momenti di orientamento e informazioni precise per l’approfondimento del problema dell’abuso.3) Infine i minori stessi hanno bisogno di essere attrezzati a riconoscere immediatamente il pericolo, i rischi che possono correre quando si imbattono in quei grandi che forse adulti non sono perché non li rispettano. Ai bambini, anche e soprattutto ai più piccoli, dobbiamo precocemente dare gli strumenti utili per bloccare la violenza, per sapere come allontanarsi dal pericolo e non tenere segreto l’accaduto.</p>
<p align="right">Da &#8220;Alto Adige <em>Più armi per aggredire la pedofilia di Giuseppe Maiolo</em></p>
<p align="right"><em> </em>del 4 febbraio 2004</p>
<p align="center"><font color="#0000ff">VideoEmozioni:</font> <p><a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/2008/02/04/tre-cose-contro-la-pedofilia/%"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p align="center"><font color="#0000ff">VideoDocumenti:</font> <p><a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/2008/02/04/tre-cose-contro-la-pedofilia/%"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p align="left"><a href="http://www.virtualglobaltaskforce.com/it/index.asp" target="_blank"><img src="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/02/virtualglobaltaskforce.gif" alt="Vgt" align="left" height="160" hspace="6" vspace="6" width="120" /><font color="#800000"><strong>VGT </strong>Virtual Global Taskforce</font></a><strong><font color="#0000ff"><br />
</font></strong></p>
<p align="left"><p><a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/2008/02/04/tre-cose-contro-la-pedofilia/%"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p align="left"> <p><a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/2008/02/04/tre-cose-contro-la-pedofilia/%"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>Onora il figlio e la figlia</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 21:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maria Rita Parsi, Maria Beatrice Toro Che cosa significa essere buoni genitori e buoni educatori oggi? Come affrontare, con competenza e tempestività, le sfide di una società che tende a sopravvalutare gli aspetti materiali della vita senza fornire un supporto ideale alle famiglie? In un momento in cui sembra che il mestiere di genitore sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Autore"><a href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_maria_rita_parsi.php?cid=4&amp;sid=56" class="Autore">Maria Rita Parsi</a>, <a href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_maria_beatrice_toro.php?cid=4&amp;sid=56" class="Autore">Maria Beatrice Toro</a> </span></p>
<p><font face="Times New Roman, Times, serif">Che cosa significa essere buoni genitori e buoni educatori oggi? Come affrontare, con competenza e tempestività, le sfide di una società che tende a </font><a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/03/onora.jpg" title="onora"><img src="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/03/onora.thumbnail.jpg" alt="onora" align="right" border="2" hspace="6" vspace="6" /></a><font face="Times New Roman, Times, serif">sopravvalutare gli aspetti materiali della vita senza fornire un supporto ideale alle famiglie? In un momento in cui sembra che il mestiere di genitore sia sempre più difficile, di fronte a fenomeni disorientanti e spaventosi come i disturbi alimentari, il bullismo, la solitudine tecnologica data da videogiochi e telefonini, questo libro fissa i presupposti, non così scontati, di una corretta genitorialità.</font><font face="Times New Roman, Times, serif">“<strong>Onora il figlio e la figlia</strong>” è l’“undicesimo” comandamento proposto da Maria Rita Parsi: onorare significa rispettare e amare, e amore e rispetto si</font><font face="Times New Roman, Times, serif"> esprimono in una serie di comportamenti. I genitori possono dare ai figli soltanto due cose: radici e ali. Radici per trarre l’energia necessaria a vivere e crescere, per poter essere stabili, forti e ali per essere autonomi, liberi, per volare in alto, nel cielo della piena autonomia e della realizzazione personale. </font></p>
<p><font face="Times New Roman, Times, serif">La maternità e la paternità non sono solo eventi biologici, ma espressione di amore, di crescita, di generosità., perché bisogna sempre ricordare che “se l’infanzia di un bambino è stata buia, triste, grigia, spaventata… egli diventa adulto ma dentro di lui il bambino aspetta, murato nel semisonno dell’attesa. Aspetta che l’infanzia sia magica, bella e santa. Bisogna illuminare l’infanzia per farlo crescere”.</font></p>
<p><span class="Sottotitolo"></span><span colspan="2" class="Editore"></span><span colspan="2" class="Editore"></span></p>
<pre style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Arial','sans-serif'"> </span><a href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_salani_edizioni.php?cid=4&amp;sid=56" class="Editore"><u>Salani Editore</u></a> - maggio 2006</pre>
<p><strong><span class="Sottotitolo"></span></strong></p>
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		<title>La bella stagione. Dieci lezioni sull&#8217;infanzia e sull&#8217;adolescenza</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 22:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fulvio Scaparro Educare non è mestiere per gente pigra. Lo sanno bene genitori e insegnanti quotidianamente alle prese con questa imprevedibile avventura. La vita infatti comincia sotto il segno di una promessa che il bambino raccoglie con fiducia dal l&#8217;adulto. Per onorarla, il cammino del cucciolo d&#8217;uomo va accompagnato dedicandogli, tempo cura, attenzione, pazienza, rispetto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fulvio Scaparro </strong><a href="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/03/9788834309308g.jpg" title="la bella stagione"><img src="http://www.scuolagenitori.bz.it/wp-content/uploads/2008/03/9788834309308g.thumbnail.jpg" alt="la bella stagione" align="right" /></a></p>
<p>Educare non è mestiere per gente pigra. Lo sanno bene genitori e insegnanti quotidianamente alle prese con questa imprevedibile avventura. La vita infatti comincia sotto il segno di una promessa che il bambino raccoglie con fiducia dal l&#8217;adulto. Per onorarla, il cammino del cucciolo d&#8217;uomo va accompagnato dedicandogli, tempo cura, attenzione, pazienza, rispetto, lungimiranza, atteggiamenti necessari per tenere a lungo vitale la relazione genitori-figli. Contro ogni descrizione catastrofica e minacciosa del presente e del futuro dei giovani, le dieci lezioni di Fulvio Scaparro (prodighe di esemplificazioni e di spunti concreti) inducono a riflettere con onestà su come gli adulti concepiscono l&#8217;esistenza e sui loro comportamenti.<br />
Data di Pubblicazione: 2003<br />
Collana: Transizioni<br />
ISBN: 8834309308<br />
ISBN-13: 9788834309308<br />
Pagine: 159</p>
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