Abbiamo deciso di aprire un BLOG come questo perché crediamo che sia fondamentale ritrovare il senso e il valore della comunità che si incontra, si confronta e discute.
Se è vero che andata persa la cosiddetta “comunità educante”, oggi abbiamo un acuto bisogno di ritrovare uno spazio per riattivare questa risorsa, un tempo preziosa che consentiva ai genitori di essere aiutati ma anche supportati nel mestiere più difficile che esista.
Per vincere e superare l’isolamento ora dobbiamo ritrovare un nuovo modo di fare comunità. Questo è il senso dell’iniziativa “Scuola genitori” che ha riscosso così ampio successo, ma è importante allargare questa esperienza.
Ora gli strumenti della tecnologia moderna ci aiutano a mettere in comune i nostri pensieri e le nostre riflessioni, e ci permettono di condividere i problemi o le difficoltà ma anche le risorse che noi tutti abbiamo.
Vorremmo che questo BLOG, allora, diventasse la “piazza” virtuale dove trovarsi a parlare. Il luogo dove con l’aiuto di tutti i partecipanti fare di nuovo comunità.
Vorremmo che il nostro BLOG a partire proprio dalle stimolazioni dei cosiddetti “esperti”, ma anche da ogni possibile sollecitazione, potesse aiutare tutti a diventare genitori sufficientemente buoni e educatori competenti per mettere in comune riflessioni e idee capaci di attivare le risorse individuali.
Buona partecipazione!.
Che cosa significa essere buoni genitori e buoni educatori oggi? Come affrontare, con competenza e tempestività, le sfide di una società che tende a sopravvalutare gli aspetti materiali della vita senza fornire un supporto ideale alle famiglie? In un momento in cui sembra che il mestiere di genitore sia sempre più difficile, di fronte a fenomeni disorientanti e spaventosi come i disturbi alimentari, il bullismo, la solitudine tecnologica data da videogiochi e telefonini, questo libro fissa i presupposti, non così scontati, di una corretta genitorialità.“Onora il figlio e la figlia” è l’“undicesimo” comandamento proposto da Maria Rita Parsi: onorare significa rispettare e amare, e amore e rispetto si esprimono in una serie di comportamenti. I genitori possono dare ai figli soltanto due cose: radici e ali. Radici per trarre l’energia necessaria a vivere e crescere, per poter essere stabili, forti e ali per essere autonomi, liberi, per volare in alto, nel cielo della piena autonomia e della realizzazione personale.
La maternità e la paternità non sono solo eventi biologici, ma espressione di amore, di crescita, di generosità., perché bisogna sempre ricordare che “se l’infanzia di un bambino è stata buia, triste, grigia, spaventata… egli diventa adulto ma dentro di lui il bambino aspetta, murato nel semisonno dell’attesa. Aspetta che l’infanzia sia magica, bella e santa. Bisogna illuminare l’infanzia per farlo crescere”.
Educare non è mestiere per gente pigra. Lo sanno bene genitori e insegnanti quotidianamente alle prese con questa imprevedibile avventura. La vita infatti comincia sotto il segno di una promessa che il bambino raccoglie con fiducia dal l’adulto. Per onorarla, il cammino del cucciolo d’uomo va accompagnato dedicandogli, tempo cura, attenzione, pazienza, rispetto, lungimiranza, atteggiamenti necessari per tenere a lungo vitale la relazione genitori-figli. Contro ogni descrizione catastrofica e minacciosa del presente e del futuro dei giovani, le dieci lezioni di Fulvio Scaparro (prodighe di esemplificazioni e di spunti concreti) inducono a riflettere con onestà su come gli adulti concepiscono l’esistenza e sui loro comportamenti.
Data di Pubblicazione: 2003
Collana: Transizioni
ISBN: 8834309308
ISBN-13: 9788834309308
Pagine: 159
Se continuate a litigare come faccio a diventare grande?
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• Lei Sostiene che l’adolescente deve avere tre caratteristiche: l’autostima, l’autonomia e la creatività. Ci può spiegare meglio. Sono tre direttive di un progetto educativo, educare significa essenzialmente far crescere. Per crescere occorrono queste tre caratteristiche senza le quali avviene l’opposto e cioè la dipendenza dalla famiglia e non l’indipendenza l’autonomia appunto. Continua a leggere… »
Crescere vuol dire diventare indipendenti. Significa conquistare l’autonomia cioè la capacità di sapersela cavare, individuare il proprio percorso e i propri obiettivi sapendo rispondere delle proprie scelte. È il compito più impegnativo che ci possa essere nel corso di tutta l’evoluzione di un individuo. Il lavoro che ogni bambino e ogni adolescente deve affrontare è proprio questo. Molti si rendono indipendenti proprio durante quella lunga fase di passaggio che chiamiamo adolescenza, altri invece molto più tardi, durante l’età adulta.
Alcuni lo fanno con molta fatica o costretti dalle circostanze, altri ancora esitano talmente a lungo che sembra, oggi più di un tempo, che la dipendenza non si concluda mai. Continua a leggere… »
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